Cofidis, Ion Izagirre verso la conclusione della carriera da professionista: “Se da giovane mi avessero detto che sarei rimasto professionista per 16 o 17 anni, non ci avrei creduto”

I pensieri di Ion Izagirre in vista dell’addio al professionismo. Il portacolori del team Cofidis terminerà a fine stagione la sua lunghissima carriera. A breve prenderà il via del Tour de France per poi concludere, a suo dire, la propria carriera a Ormaiztegi, in una gara di ciclocross in programma a fine ottobre, salutando il mondo delle corse nel suo paese e accanto ai suoi amici. Il 2026 gli ha già regalato una vittoria, conquistata al Gran Premio Indurain, che ha portato il basco a quota 19 successi in carriera, tra cui almeno uno in ciascuno dei tre Grandi Giri. In un’intervista concessa ad AS, il classe 1989 ha raccontato le ragioni che lo hanno portato a decidere di concludere la carriera, ripercorrendo il passato, le difficoltà affrontate e le prospettive per il futuro.

Dopo essersi detto “molto soddisfatto” della stagione fino a questo momento, Izagirre ha ammesso come le sue prestazioni siano migliorate a seguito dell’annuncio del suo prossimo ritiro dalle corse a livello professionistico. “È stato il fatto di dirlo e il corpo ha iniziato a rispondere meglio – ha raccontato il basco – L’anno scorso non mi è riuscito nulla, non mi sono divertito e non è stata una buona stagione. Vedevo tutto nero e c’è stato un momento in cui mi vedevo addirittura senza squadra, con la sensazione che nessuno mi avrebbe più voluto e che sarei stato costretto a smettere. Mi provocava ansia e un forte malessere, e non voglio più passare attraverso una situazione simile. Per questo ho deciso allora che questa sarebbe stata la mia ultima stagione, con l’obiettivo di fare il meglio possibile. In questo modo posso essere io a decidere il mio finale, perché se fosse andata diversamente mi sarebbe rimasto un retrogusto molto amaro”.

L’anno 2025 non è stato un anno semplice per il 37enne, che però è poi riuscito a risollevarsi da quella condizione e guadagnarsi il contratto anche per il 2026. Nonostante siano in molti a dirgli di non appendere la bici al chiodo, Izagirre resta fermo sulla sua decisione: “Ed è anche per questo che preferisco smettere con un buon sapore in bocca, per godermela personalmente e lasciare un bel ricordo anche a tutte le persone che mi sono state vicine”.

Un carriera piena quella dello spagnolo, con 19 vittorie, tra cui due tappe al Tour, la classifica generale al Giro dei Paesi Baschi, tappe al Giro e alla Vuelta. “Forse gli ultimi anni non sono stati i migliori della mia carriera, ma ho comunque ottenuto risultati dignitosi. Se da giovane mi avessero detto che sarei rimasto professionista per 16 o 17 anni, non ci avrei creduto. Mi porto dentro il percorso fatto, le persone che ho conosciuto e tutte le esperienze vissute”, ha dichiarato Izagirre.

Poi, da persona che ha potuto vivere dall’interno i cambiamenti radicali del ciclismo, ha proseguito: “È cambiato tutto. Quando ho iniziato io, i veterani guardavano i giovani in maniera diversa. Oggi, fin dall’inizio, tutto è misurato al millimetro: alimentazione, biomeccanica… se non entri in quel sistema resti indietro. La società va in questa direzione. Tutto evolve molto rapidamente e vedremo fino a dove si arriverà. Una volta c’erano medici, massaggiatori e meccanici. Adesso ci sono nutrizionisti, biomeccanici, ingegneri… sembra la Formula 1. Ho cercato di prendere il meglio da ogni ambito e applicarlo alla vita quotidiana, ma senza diventare ossessivo. Sono della vecchia scuola: è importante misurare e controllare tutto, ma senza esagerare. Ogni cosa nella giusta misura”.

All’età di 37 anni si aprirà per lui una nuova fase della vita. “Continuerò a uscire in bicicletta, anche se dipenderà da come finirò la carriera. D’inverno, se il tempo sarà brutto, magari un po’ meno, ma resterò ciclista per tutta la vita. Vorrei anche dedicarmi ad altre attività, […] che adesso non posso fare. Mi unirò a tanti programmi del fine settimana a cui finora ho dovuto rinunciare. Finalmente potrò farlo”, ha concluso, pronto a voltare pagina dopo oltre sedici anni di professionismo.

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